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Job history, work reputation e networking_2

autore alfonso - 27 - gennaio 2015
La quotazione di Linkedin in borsa lo scorso maggio oltre a essere stata una grande operazione finanziaria ha avuto anche l’effetto di una grande azione di marketing, volta a diffondere ulteriormente la conoscenza del servizio e ad aumentare gli utenti iscritti.Per gli studenti, in particolare i neolaureati, LinkedIn e le altre piattaforme online dedicate alla gestione del profilo professionale costituiscono un’occasione molto importante per l’autopromozione, per il personal branding e la creazione di network che possono portare a esperienze lavorative importanti e interessanti.
Ma un ragazzo con poche o nessuna esperienza lavorativa può essere disorientato di fronte ai vari campi da compilare ed esser impaurito dal dover lasciar vuoto il proprio curriculum online.In realtà tutti, anche coloro che non hanno fatto vere e proprie esperienze lavorative, hanno una job history.Con la riforma dell’università è infatti più facile fare seminari, stage, corsi fuori e dentro l’università ce vanno a formare se non una professionalità completa, competenze e conoscenze specifiche che possono essere inserite nel nostro profilo.

La job history é un documento che tiene traccia di tutte le attività professionali o paraprofessionali, come appunto sono stage e corsi, associando a ciascuna la descrizione delle attività effettuate e delle competenze acquisite. Se si utilizzano i mezzi adatti la job history può rivelarsi molto proficua per costruire la nostra work reputation.

All’interno di un professional network la job history può essere la base di un’attività di personal branding,  ad esempio:
– creando un elenco di tutte le attività svolte, sia lavorative che formative.
– creando un riassunto con i punti essenziali e principali, nonchè specifici per la posizione in funzione della visibilità che vogliamo, utilizzando parole chiave adeguate (il curriculum vero e proprio).
– facendo network, utilizzando i social media, con persone simili a noi per interessi professionali  utilizzando strumenti di community.
– ottenendo endorsement e “raccomandazioni” (in senso anglosassone) da persone che hanno avuto occasione di conoscerci e di apprezzare le nostre capacità negli studi o nel lavoro.
– condividendo con i propri contatti  risorse potenzialmente interessanti, coinvolgendoli eventualmente in discussioni attive e proficue.
– creando risorse, partendo dalle proprie esperienze e dai propri studi, condividendole con chiunque può essere interessato.

A questo punto, se saremo costanti, riusciremo a costruire una vera work reputation che ci consentirà di migliorare le nostre relazioni e di aumentare le probabilità di entrare in contatto con i recruiter delle aziende per le quali vorremmo lavorare e con coloro che in generale possono offrirci opportunità di lavoro interessanti e in linea con le nostre aspettative e aspirazioni.

Ai tempi dell'università ero sicuro che marketing e web si sarebbero incontrati. Gli ultimi 20 anni li ho trascorsi tra formazione, consulenza, libri e modelli di simulazione sulle dinamiche di mercato. Ho visto l'inizio di tante cose e in alcuni casi (crm, elearning, business game) ho anche dato il mio contributo. Oggi gestisco il team di eprdigitale. #excel_jedi, #wine_lover, #sslazio_fan